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Vento di mafia ad Ulassai?

Numero: 1 Data: 17/05/2010 Categoria: Amministrazione

Comune di Ulassai
(prov. dell'Ogliastra)


Ulassai 04.05.2010
Prot 1851


Egr. Direttore Generale
della Divisione l'Espresso
Via Cristoforo Colombo 90
00147 Roma


Oggetto: Replica all'articolo di Fabrizio Gatti del 01 Maggio 2010.


Egregio Direttore mi permetta una notazione di replica all'articolo di Fabrizio Gatti apparso nell'ultimo numero dell'Espresso alle pagine 28-34, trainato da una copertina che, sullo sfondo dell'immagine di un qualsiasi parco eolico affollato di pale, promette di denunciare lo sbarco in Sardegna dei boss della mafia. Letto dalla prospettiva della gente di Ulassai, e della mia di Sindaco, il vestito di quell'articolo appare francamente sconcertante. Non posso dire se la scelta di inserire il titolo ''vento di mafia'' su un' immagine a doppia pagina del parco eolico di Ulassai sia una scelta casuale e se sia casuale che la fotografia di copertina rappresenti un qualsiasi parco eolico, senza specificare che non si tratta di quello di Ulassai.Non posso censurare le scelte che si fanno per vendere meglio un prodotto. Mi farebbe però piacere che, anzitutto, Lei chiarisse se ha voluto consapevolmente mandare il messaggio che il parco eolico di Ulassai e la Saras che, attraverso la Sardeolica, da essa interamente
partecipata, lo ha realizzato e lo gestisce, siano in qualche modo collegati alla criminalità organizzata. Lei sa meglio di me che questo non è vero e dovrebbe preoccuparsi della possibilità che un lettore disattento possa farsi un'idea sbagliata.
Fatta la premessa che precede, a dispetto della sua veste grafica altamente allusiva, nell'articolo non si trova il benchè minimo elemento per censurare i comportamenti del Comune. La colpa, sufficiente a farci sbattere in prima pagina, sarebbe quella di aver avuto a che fare con un tale dott. Franzinelli che, in Sicilia, non in Sardegna né tanto meno a Ulassai, parrebbe esser stato recentemente condannato per aver pagato una tangente al fine di
agevolare, laggiù, la realizzazione di un parco eolico. Poco importa se quel soggetto non abbia più avuto niente a che fare con il parco di Ulassai ben prima che esso ottenesse le autorizzazioni per la realizzazione e fosse materialmente realizzato.
E allora è giusto, a difesa di un intero paese, spendere qualche riga di replica, per correggere una serie di dannose imprecisioni e, probabilmente, un pregiudizio. Non so se il dott. Gatti, prima di scrivere l'articolo sia passato per Ulassai, se abbia visto il parco eolico di cui scrive. Sicuramente non ha parlato con alcuno che fosse realmente informato sui fatti e le vicende che lo hanno visto nascere, con piena e convinta soddisfazione di amministrazione e cittadini. L'articolo sembra muovere da un pregiudizio che da Sardo, e Sardo dell'interno, rifiuto con un fastidio che non voglio nascondere. Cioè, che il primo venditore di collanine si possa portare via la nostra terra per quattro soldi. Voglio rassicurarlo. In questo caso è vero, semmai, il contrario. Dopo che il territorio di Ulassai è stato testato quale area eccezionalmente predisposta per la produzione di energia eolica, l'amministrazione, con il pieno consenso di tutta la comunità, ha ritenuto di. voler sfruttare la p'ropria posizione di proprietaria delle aree per garantirsi una occasione di sviluppo.
Chiariamo subito che Ulassai si trova nella periferia della periferia. Millecinquecento persone Occupate da sempre nella pastorizia, nell'agricoltura e da ultimo nei cantieri forestali. Ma anche i nostri giovani studiano, si diplomano e si laureano. Quasi tutti, poi, vanno via dal paese perché né in paese né nella zona esistono serie occasioni di lavoro qualificato.
Ulassai ha anche un enorme patrimonio di terre pubbliche. Alcune di assoluto pregio ambientale, altre no. L'amministrazione ha ritenuto che nelle aree prive di un valore paesaggistico potesse essere realizzato, alle sue condizioni, un parco eolico. La società interessata ha pagato prima di tutto per poter solo fare i rilievi della velocità e costanza del vento (alla fine circa circa 43.000 euro sono stati versati nelle casse comunali). Ad esito positivo dei rilievi anemometrici, il Comune ha fissato le condizioni alle quali il parco avrebbe dovuto essere realizzato. Queste erano: tempi certi di realizzazione, serio corrispettivo alla comunità, importante ritorno occupazionale, adozione di precauzioni costruttive con specifica previsione della completa rimissione in pristino a fine attività. Il tutto collegato ad una clausola di risoluzione e una fidejussione in caso di inadempimento.
Non sappiamo se il dott. Franzinelli, che certamente ha il merito di aver visto una potenzialità eolica nel territorio di Ulassai, fosse intenzionato a realizzare direttamente il parco o a trovare qualcuno a cui cedere poi l'idea. Il Comune, comunque, sin dall'inizio si era tutelato predisponendo contratti rigidi e vincolanti, che prevedevano, dopo 18 mesi, l'obbligo di corrispondere una cifra fissa di 280.000 euro all'anno anche se il Parco non fosse stato realizzato. E' successo allora che, già nel 2003, ben prima che nella lontana Sicilia avvenissero i fatti di cui racconta il pezzo, il dott. Franzinelli si sia sostanzialmente ritirato dall'iniziativa e al suo posto sia intervenuta la Saras. Proprio i contratti predisposti dall'ufficio legale del Comune hanno messo l'amministrazione nella posizione di poter sindacare la scelta del gruppo industriale che avrebbe realizzato e gestito il parco. Non è, allora, il dott. Franzinelli ad aver portato la Saras ad Ulassai ma Ulassai ad aver scelto la Saras, considerandola il miglior interlocutore per realizzare un'attività di produzione di energia in Sardegna, proprio in quanto il suo collegamento con l'isola non è certo né recente né tenue. Anzi, il Comune ritiene che, per una volta almeno, un parco eolico sia stato realizzato in Sardegna da un'impresa sarda.
Nemmeno la Saras ha avuto sconti. C'è stata una trattativa diretta che ha permesso, il 22 settembre del 2003, di firmare il nuovo contratto con la Sardaeolica. Da quella data il Comune di Ulassai ha avuto rapporti solo con dirigenti del gruppo Saras che hanno predisposto un progetto che ha ottenuto tutte le necessarie autorizzazioni, anzitutto la Valutazione di Impatto Ambientale e l'autorizzazione paesaggistica. Sono state imposte alla Sardeolica tutte le condizioni che il Comune ha ritenuto necessarie a far diventare il parco
una risorsa importante e per consentirgli di accettare le proposte di chi voleva realizzarlo. Oggi il parco eolico consente l'occupazione stabile di circa quaranta persone. Trenta sono dipendenti qualificati assunti da Sardeolica e dall'indotto diretto. Per occupare i terreni di proprietà comunale, Sardeolica versa quasi 800.000 euro l'anno, corrispondendo anche una percentuale sul fatturato.
Tutti gli accordi sono stati rispettati. Sia quelli relativi al profilo occupazionale che a quello economico. Forse sarebbe questo lo scoop giornalistico. Perché in questa nostra cara Sardegna spesso le imprese vengono, promettono, prendono i soldi e poi spariscono. Per questo la nostra comunità è rimasta un poco sorpresa dall'animosità dimostrata dal Suo giornale verso una azienda che ha promosso un progetto industriale nelle zone interne rispettando gli impegni. Che poi, dopo tutto questo la Sardeolica ci guadagni, non è per il Comune motivo di dispiacere o invidia. Gli imprenditori in perdita chiudono e mandano a casa i dipendenti, chi guadagna resta e continua a investire.
Per il Comune di Ulassai il parco eolico significa sviluppo. Un grande sviluppo per un piccolo paese. Quaranta posti di lavoro significano quaranta giovani che restano nella loro terra, con una occupazione qualificata e uno stipendio da spendere, e contribuiscono alla sua crescita. Il Comune, d'altra parte, ha avuto risorse per fare quello che altrimenti non avrebbe potuto nemmeno pensare, creare un museo (la Stazione dell'Arte) che raccoglie le opere donate dall'artista Maria Lai, interventi in campo sociale in favore dei soggetti più deboli, oramai la maggioranza di una popolazione che inesorabilmente invecchia, nel settore scolastico e dell'assistenza.
Resta solo un punto. A cosa ha dovuto rinunciare la comunità di Ulassai per ottenere questi benefici? Non la prenda, caro direttore, come polemica, ma la voglio rassicurare anche sul fatto che i cittadini e l'amministrazione di Ulassai tengano al pregio del proprio territorio almeno quanto ci tiene l'autore dell'articolo. Il parco eolico è sorto sull'altopiano spoglio che la fotografia documenta, lontano da beni paesaggistici. Non inquina, non impedisce nemmeno le attività tradizionali che su quelle stesse aree continuano ad essere svolte senza impedimenti diversi dall'ingombro di ciascun pilone. E' possibile, forse, che a qualcuna delle poche decine di persone che percorrono giornalmente la strada provinciale n. 13 quelle pale non piacciano. Questione di gusti. Per correttezza si dovrebbe dire, però, che per realizzarle non è stato sventrato proprio niente. La natura attorno a quelle pale non è stata toccata.
Anche i cavi per la trasmissione dell'energia giacciono a un metro e mezzo di profondità, lungo le strade di accesso sterrate, che già esistevano.
Mi farebbe piacere che lei, caro Direttore, magari insieme al dott. Gatti, potesse visitare il nostro territorio per vedere che livello di sensibilità per l'ambiente è stato adottato nella realizzazione e gestione del parco eolico. Nell'occasione potrebbe anche esaminare gli atti amministrativi e le bozze di contratto che hanno fatto la navetta tra l'amministrazione e la società fino a quando si è trovato l'accordo sulle condizioni di concessione delle aree.
Mi permetta un ultimo rilievo. Comunque la si voglia pensare sull'eolico, anche a voler ipotizzare che il criterio debba essere quello di massimizzare sempre e comunque l'aspetto meramente visivo di qualsivoglia paesaggio, anche se a scapito dei quaranta giovani, dell'ambiente e delle stesse comunità interessate, destinate ad essere vere e proprie riserve indiane, c'è un aspetto dirimente. Non stiamo parlando di interventi irreversibili. Fra vent'anni, o quando la tecnologia dell'eolico sarà superata, quelle pale che tanto fanno discutere saranno smantellare e smaltite. Il panorama dei luoghi tornerà esattamente quello - bello o brutto - che era il giorno prima dell'installazione delle pale.
Alla luce delle considerazioni che precedono, sig. Direttore, la prego di pubblicare perlomeno il seguente contributo di chiarezza sulla vicenda.

L'articolo pubblicato nell'ultimo numero dell'Espresso, col titolo ''venti di mafia'', cita il parco eolico nel comune di Ulassai e sembra suggerire l'idea che esso sarebbe il frutto di ardite speculazioni da parte di equivoci personaggi a danno del territorio comunale. L'amministrazione comunale tiene a precisare che il parco eolico costituisce una precisa e convinta scelta di sviluppo locale, consapevolmente perseguita dal comune di Ulassai per le sue ricadute occupazionali ed economiche, ritenute ampiamente soddisfacenti per il piccolo centro, nel pieno rispetto dell'ambiente e del territorio. Le condizioni di realiizazione del parco hanno formato oggetto di una contrattazione nella quale l'amministrazione ha imposto il rispetto di precise condizioni in tema di occupazione, ritorno economico, salvaguardia ambientale e della attività tradizionali. Tutte le condizioni poste dal comune sono state rispettate. Il parco eolico ha creato almeno 40 stabili posti di lavoro in l!n paese di 1500 abitanti. Il Comune ottiene circa 800.000 euro annui per l'occupazione dei terreni, comprensivi di una quota percentuale del fatturato; introiti che destina a finalità sociali e culturali che hanno permesso la realizzazione del museo Stazione dell'Arte, che contiene le opere donate da Maria Lai. Il parco non interessa alcun sito di pregio ambientale ed è comunque stato realizzato senza alcuna alterazione del territorio che non fosse il mero innalzamento, certamente reversibile, delle singole torri. Proprio in considerazione del rispetto di tali condizioni, l'amministrazione e la popolazione di Vlassai, sono state e continuano ad essere in prima fila nel sostenere la bontà dell'iniziativa, presentata, realizzata e gestita da una società del gruppo Saras, da sempre fortemente legato al territorio regionale.


Distinti saluti.


Il Sindaco

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